Facilitare l’accesso al lavoro
Gli Studenti per le Libertà hanno sempre ritenuto necessario potenziare i servizi di placement e di orientamento al lavoro previsti dalla legge Biagi, in modo che l’Università partecipi attivamente nell’accompagnare lo studente durante la delicata fase di accesso al mondo del lavoro.
Una formula, questa, che unisce qualità di insegnamento ad attenzione verso la realtà produttiva e gli ambienti professionali e che è stata proposta nel corso di una relazione anche dal professor Mario Caligiuri, professore di Pedagogia della Comunicazione all’Università della Calabria. Il docente, invocando “corsi di laurea di eccellenza e l’utilizzo della Legge Biagi per creare un rapporto permanente tra università e mercato del lavoro” dimostra che un cambiamento del sistema attuale, possibile solo se si guarda alle dinamiche di mercato, è ritenuto necessario anche da una buona parte degli “operatori interni”. Tutti i più recenti studi statistici dimostrano che il passaggio tra l’università e il mondo del lavoro è sempre più difficile proprio perché la formazione universitaria non dà adeguate risposte alle richieste del mercato.
A questo proposito, altro aspetto che i giovani azzurri ritengono fondamentale da riformare è il sistema di finanziamenti privati. Un sistema nuovo deve necessariamente tendere verso la premialità di quei progetti di ricerca e di insegnamento davvero innovativi. A questo proposito, sarebbe utile ispirarsi al modello americano, in cui le più grandi aziende hanno un ruolo attivo (sia economico sia di indirizzo) nella istituzione di nuovi corsi. Continuare, come spesso ha fatto il ministro Mussi, a pretendere che gli imprenditori investano “alla cieca” su un sistema rigido e lontano dalle logiche di mercato, significa rifiutarsi di affrontare i veri problemi che stanno alla base dell’inefficienza della nostra università.